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Poesie Giuseppe Ungaretti
> Mio fiume anche tu
Mio fiume anche tuMio fiume anche tu, Tevere fatale, Ora che notte già turbata scorre; Ora che persistente E come a stento erotto dalla pietra Un gemito d'agnelli si propaga Smarrito per le strade esterrefatte; Che di male l'attesa senza requie, Il peggiore dei mali, Che l'attesa di male imprevedibile Intralcia animo e passi; Che singhiozzi infiniti, a lungo rantoli Agghiacciano le case tane incerte; Ora che scorre notte già straziata, Che ogni attimo spariscono di schianto O temono l'offesa tanti segni Giunti, quasi divine forme, a splendere Per ascensione di millenni umani; Ora che già sconvolta scorre notte, E quanto un uomo può patire imparo; Ora ora, mentre schiavo Il mondo d'abissale pena soffoca; Ora che insopportabile il tormento Si sfrena tra i fratelli in ira a morte; Ora che osano dire Le mie blasfeme labbra: "Cristo, pensoso palpito, Perchè la Tua bontà S'è tanto allontanata?" Ora che pecorelle cogli agnelli Si sbandano stupite e, per le strade Che già furono urbane, si desolano; Ora che prova un popolo Dopo gli strappi dell'emigrazione, La stolta iniquità Delle deportazioni; Ora che nelle fosse Con fantasia ritorta E mani spudorate Dalle fattezze umane l'uomo lacera L'immagine divina E pietà in grido si contrae di pietra; Ora che l'innocenza Reclama almeno un eco, E geme anche nel cuore più indurito; Ora che sono vani gli altri gridi; Vedo ora chiaro nella notte triste. Vedo ora nella notte triste, imparo, So che l'inferno s'apre sulla terra Su misura di quanto L'uomo si sottrae, folle, Alla purezza della Tua passione. Fa piaga nel Tuo cuore La somma del dolore Che va spargendo sulla terra l'uomo; Il Tuo cuore è la sede appassionata Dell'amore non vano. Cristo, pensoso palpito, Astro incarnato nell'umane tenebre, Fratello che t'immoli Perennemente per riedificare Uamnamente l'uomo, Santo, Santo che soffri, Maestro e fratello e Dio che ci sai deboli, Santo, Santo che soffri Per liberare dalla morte i morti E sorreggere noi infelici vivi, D'un pianto solo mio non piango più, Ecco, Ti chiamo, Santo, Santo, Santo che soffri. |
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